Sentieri verso una psicologia più umanistica-umana

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Per buona parte del Novecento, comportamentismo e cognitivismo hanno sostenuto un’idea della psicologia come scienza “oggettiva”, al pari delle scienze naturali. Tuttavia, fino dagli inizi alcuni studiosi, negli USA e in Europa, soprattutto in Francia, hanno portato avanti teorie e ricerche fondate non sulla sperimentazione e l’elaborazione statistica dei dati, ma su un’immagine degli esseri umani come agenti pensanti, senzienti e morali. Sono soggetti portati non solo ad adattarsi al mondo reale o ad elaborare informazione, ma ad immaginare e tentare di realizzare infiniti mondi possibili. Perciò sono questi, così come proposti oggi dalla psicologia culturale e clinica, gli unici soggetti in grado di spiegare fenomeni essenziali per lo studio di “fatti umani” come il cambiamento e la creatività.